Mercoledi, 22 novembre 2017 - ORE:15:51

WRC: le regine dei Rally dagli anni ’70 ad oggi

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Gli anni ’70 e le folli corse

Ne è passato di tempo dagli anni ’70, i rally erano un concentrato di follia e di artigianalità, in cui l’uomo era davvero parte integrante con la macchina e rischiava la vita ad ogni curva, le folle erano trepidanti e riempivano le strade e gli spalti ad ogni circuito. Nonostante tutto il WRC  (World Rally Championship) continua ad essere un’attrazione e cattura migliaia di fan in tutto il mondo, ma vediamo quali sono le automobili che hanno segnato maggiormente questa competizione dagli anni ’70 ad oggi.

WRC Anni ’70

Lancia Stratos serieLancia Stratos: Lancia Stratos era il modello, Sandro Munari il pilota, entrambi ormai nella leggenda. Soffermandoci sul mezzo possiamo dire che si tratta a tutti gli effetti di una dream car prestata alla corse. Disegno affidato alla carrozzeria Bertone con telaio monoscocca in acciaio, motore centrale posteriore 6 cilindri e di derivazione Ferrari Dino 246 che sviluppava (a seconda della versione) 270 cv o 300 cavalli, e trazione posteriore. L’esordio nei rally avvenne nel 1972 e ottenne prestigiosi successi, infatti vinse il titolo costruttori rally dal 1974 al 1976 e Sandro Munari fu trionfatore del titolo piloti nel 1977.

Fiat 131 Abarth AlitaliaFiat 131 Abarth: nonostante la Stratos fosse una macchina più che vincente, in casa Fiat fu varato un nuovo piano, e per il mondiale rally fu mandata in pista la berlina 131 a due porte, sotto la supervisione del team Abarth. Il primo passo fu quello di alleggerire la scocca utilizzando la resina sintetica per porte, cofani e parafanghi. Il secondo passo invece fu quello di inserire  passaruota maggiorati, alettoni e prese d’aria, per creare un mostro in grado di battersi con l’agguerrita concorrenza dell’epoca. Il motore era di derivazione Fiat 132 e Lancia Beta, un quattro cilindri che sfruttava anche la grande esperienza di Abarth nel mondo delle corse fuori strada, mentre la trazione era posteriore. La cavalleria d’esordio nel 1975 era di 200 cv che raggiunse però i 230 cv a seguito delle varie evoluzioni nel corso degli anni. Il palmares è di tutto rispetto con 3 titoli costruttori nel 1977, 1978 e 1980 e due titoli piloti con il finlandese Markku Alén nel 1978 e con il tedesco Walter Röhrl nel 1980.

Anni ’80

418471_329669290415996_100001187840907_925283_1393789476_nAudi Quattro: ad Ingolstadt durante questo decennio hanno lanciato un’automobile del tutto innovativa e destinata a rimanere nella leggenda, l’Audi Quattro una coupé di derivazione Audi 80 che montava la trazione integrale permanente che comincerà ad essere la soluzione definitiva adottata in questa competizione. Il motore era un cinque cilindri in linea da 200 cv, con turbocompressore e intercooler. Nel 1982 e nel 1984 fu campione del mondo rally costruttori, e si aggiudicò il titolo piloti nel 1983 con il finlandese Hannu Mikkola e nel 1984 con lo svedese Stig Blomqvist. Uscì anche l’evoluzione Sport Quattro che gareggiò nel leggendario gruppo B.

Lancia Delta Integrale: l’assoluta regina incontrastata nella storia dei rally, la più titolata è proprio l’italiana Lancia uDelta. Progettata nel 1987 per gareggiare nel campionato mondiale rally, derivava dalla Lancia Delta Hf 4WD che aveva trionfato nel 1986. Aveva parafanghi allargati, minigonne e paraurti ridisegnati, nuove prese d’aria rispetto alla sua precedente versione, e montava un motore da 1995 centimetri cubici di cilindrata, turbocompresso e intercooler che sviluppava da 165 cv ai 185 cv grazie all’ausilio di una turbina Garret T3. La trazione era integrale permanente. La Delta integrale ha dominato le scene mondiali dal 1988 al 1992 e si aggiudicò il titolo piloti con l’italiano Miki Biason nel 1988 e 1989 e con il finlandese Juha Kankkunen nel 1991.

Anni ’90

Toyota Celica 4wd turboToyota Celica: con la Toyota Celica vediamo l’entrata in scena dirompente delle vetture del Sol Levante nel mondiale rally. Nel 1988 venne presentata la Celica Gt-Four St165 un due litri turbo a trazione integrale che vinse il titolo piloti con Carlos Sainz nel 1990. L’evoluzione fu la Celica Turbo 4WD che portò la potenza a 242 cv e si aggiudicò due titoli costruttori nel 1993 e 1994, e tre titoli piloti con Carlos Sainz nel 1992, con Juha Kankkunen nel 1993 e con Didier Auriol nel 1994.

Mitsubishi Lancer Evo VIMitsubishi Lancer: lo scettro di regina nipponica nel mondiale rally dopo la Celica fu combattuto da due in particolare la Mitsubishi Lancer e la Subaru Impreza. La Lancer Evo IV ed Evo V dominarono il mondiale piloti con il finlandese Tommi Makkinen tra il 1996 e il 1999, aggiudicandosi anche il titolo costruttori del 1998. Questa Mitsubishi (la Evo V) aveva un motore turbo intercooler a trazione integrale permanente che sviluppava 280 cv, e particolare era la soluzione riguardante l’alettone che si adattava a seconda delle condizioni in cui la Lancer si trovava a gareggiare.

Subaru Impreza 555Subaru Impreza 555 e WRC: nel 1993 la Subaru entrò ufficialmente nella sfera dei rally con la Subaru Impreza, che prese il testimone lasciato dalla Legacy. Le avversarie era sempre più agguerrite dalla Ford Escort Cosworth alla Toyota Celica, ma ben presto questa Subaru trovò la sua collocazione. La prima versione di Impreza fu quella denominata 555 per via dello sponsor di sigarette che si poggiava sulle fiancate, e che vinse il mondiale piloti con Colin McRae nel 1995 e il mondiale costruttori dello stesso anno e nel 1996. La sua evoluzione fu la Impreza Wrc del 1997 da 280 cv che vinse il titolo costruttori all’esordio nel 1997.

Anni 2000

Peugeot 206 wrcPeugeot 206 Wrc: gli anni 2000 sono stati il decennio delle francesi. La prima è stata la Peugeot 206 Wrc, la versione progettata per partecipare a questa competizione dell’utilitaria della casa del leone, che ha conquistato il titolo costruttori per 3 anni consecutivi dal 2000 al 2002, vincendo anche due titoli piloti con Marcus Grönholm nel 2000 e nel 2002. La cilindrata era di 1998 centimetri cubici, la trazione integrale permanente, mentre il motore era anteriore trasversale con quattro cilindri ed una potenza di 300 cv.

Citroen C4 WrcCitroen C4 WRC: Sebastien Loeb e Citroen un binomio che ha contraddistinto il mondiale rally per quasi un decennio, dominatori incontrastati. Il pilota alsaziano ha vinto il titolo mondiale per 3 volte con la Citroen Xsara prima di salire al volante della C4 Wrc che ha portato a casa 3 mondiali costruttori tra il 2008 e il 2010 e 4 mondiali piloti proprio con Loeb. Questa Citroen montava un motore posizionato sull’anteriore trasversalmente a 4 cilindri turbocompresso che erogava una potenza di 315 cv. La trasmissione era a quattro ruote motrici. La sue erede fu la Ds3 Wrc che ha vinto sempre con Loeb il titolo piloti nel 2011 e nel 2012 e il titolo costruttori negli stessi anni.

Oggi

Volkswagen Polo R wrcVolkswagen Polo R Wrc: la prima Volkswagen che si può fregiare del titolo di campione del mondo rally, la prima a spodestare dal trono la Citroen e Sebastien Loeb, con Sebastien Ogier nel 2013. Il propulsore a quattro cilindri dispone di una cilindrata di 1.6 litri con una potenza di 315 cv, con un turbo intercooler posizionato trasversalmente. La trazione è integrale permanente. Riuscirà la Polo ha cominciare un ciclo come ha fatto la Citroen nel decennio precedente?



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