Sabato, 27 maggio 2017 - ORE:04:23

Tributo ad una gloriosa casa: Lancia

Lancia

Lancia

“Il marchio Lancia non tornerà quello che era una volta, oggi ha un appeal limitato. L’unico modello economicamente sostenibile in Europa è la Ypsilon che sarà preservata. Come già accade oggi, quindi, il marchio vivrà dei prodotti derivati dalla Chrysler concepiti a Detroit, almeno fino a quando ci sarà un ritorno economico, conseguentemente Lancia o sarà ridotta o eliminata”.

Queste sono le parole dell’amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, che sono state pronunciate pochi mesi prima della fine del 2012, e che  suonano preoccupanti e stonate per ogni vero appassionato di motori.

Il perché della passione nei confronti del marchio Lancia è presto spiegabile: il fondatore dell’azienda fu l’ex pilota Fiat, Vincenzo Lancia che nel 1906 diede vita alla Lancia & c., che rimase indipendente fino al 1969 quando fu acquisita dal gruppo Fiat; ma da quel Novembre del 1906 dalle catene di montaggio torinesi uscirono automobili in grado di realizzare un connubio perfetto tra eleganza e raffinatezza, innovazione e soprattutto successo nelle corse.

Lancia: una storia gloriosa

L’innovazione: poche case automobilistiche hanno contribuito come Lancia al progresso delle quattro ruote, proponendo delle soluzione tecniche rivoluzionarie. Il primo modello a colpire l’attenzione del grande pubblico fu proprio la vettura di esordio, ovvero la Lancia Alpha ( del 1907 capostipite dei modelli contraddistinti dalle lettere dell’alfabeto), che lasciò a bocca aperta tutti quanti per l’elevata potenza specifica. Poi fu la volta delle Theta (1913) che presentò il primo impianto elettrico integrato con la vettura; ma da considerarsi assolutamente rivoluzionaria, in pieno stile Lancia, fu la Lambda del 1922, che realizzò delle soluzioni tecniche così all’avanguardia che vengono utilizzate ancora adesso nel XXI secolo, cioè la scocca portante e le sospensioni anteriori a ruote indipendenti.

I primi modelli

Gli anni ’30 furono contraddistinti da 3 modelli “A”:  l”Augusta, l’Artena e l’Astura. Con queste vetture viene inaugurato il sistema di apertura delle porte “a libro” (senza montante centrale), che permette ai passeggeri di salire in auto con grande comodità. L’Augusta (del 1933) è la prima berlina della storia, a montare una carrozzeria monoscocca.

Le innovazioni negli anni ’60 riguardarono soprattutto uno dei modelli più importanti la Lancia Flavia, la prima auto di serie con 4 freni a disco, la prima con trazione anteriore, la prima ad utilizzare un motore boxer, ad usare l’iniezione meccanica e la prima ad usare l’iniezione elettronica con la versione 2000.

Negli anni ’80: con la Thema 8.32 fa la sua comparsa (ed è la seconda volta in casa Lancia dopo la Stratos) un motore Ferrari, 8 cilindri 32 valvole, e l’idroguida a controllo elettronico Servotronic. Inoltre questo modello propose altre soluzioni innovative come l’alettone posteriore a scomparsa nel baule attivabile tramite la rotazione della leva di comando del tergicristalli, ed inoltre vanta anche il primato di essere è stata la prima vettura di serie con trazione anteriore a passare i 200cv.

Lancia nella sua storia ultra centenaria non è stata solo capace di trovare soluzioni tecniche rivoluzionarie, ma è una casa capace anche di creare una scuderia rally in grado di portare a casa 11 campionati mondiali, cosa mai riuscita a nessun’altra casa automobilistica grazie alle vittorie ottenute dalla Lancia Fulvia HF nel 1972, nel ’74, nel ’75, nel ’76 con la Lancia Stratos, passando dai successi degli anni ’80 con la 037 del 1983 fino ai sei successi consecutivi (dall’87 al ’92) della Lancia Delta con le sue varie versioni.

Due anni fa il programma inglese del canale BBC2 “Top Gear”, ha realizzato una puntata proprio per celebrare la storia di questo glorioso marchio, sottolineando come fra tutte le case automobilistiche questa è stata quella che ha creato il maggior numero di modelli leggendari, elencandone otto:

lancia gamma coupéLancia Gamma Coupé: realizzata dalla matita di Pininfarina  fu molto apprezzata ed è considerata da molti ancora attuale anche a distanza di tanto tempo per via delle proporzioni eleganti e classiche.  Guidandola si intuivano subito le eccellenti doti di tenuta di strada confrontabili con le autovetture attuali. Gran parte del merito era sicuramente attribuibile al binomio fra la trazione anteriore ed il motore boxer basso e leggero. L’impianto frenante è agevolato dal circuito Superduplex Lancia, che non fa rimpiangere l’assenza dell’ABS. L’erogazione della potenza e una curva di coppia molto piatta inducono ad una guida sportiva di stampo turistico che si esalta in circuiti misti-veloci e non troppo tortuosi. Furono venduti  6.789 esemplari fra il 1976 e il 1984, ultimo anno di produzione.

Lancia Fulvia Coupè HFLancia Fulvia Coupè Hf: è una berlinetta sportiva a 2 + 2, dall’aspetto elegante, dalle finiture curate e dalle prestazioni sportive, la prima a vincere un campionato del mondo rally nel 1972 e capostipite delle Lancia dominatrici delle corse. Con questo modello e grazie a Cesare Fiorio nacque la “Squadra corse HF Lancia”.  La Fulvia coupé divenne ben presto una delle auto di serie più vittoriose e poi desiderate dai giovani, e caso particolare le vendite della versione coupé superavano quelle della versione berlina. La Fulvia coupè venne prodotta in 140.454 esemplari, di cui 6.419 in versione HF tra il 1965 e il 1973.

apriliaLancia Aprilia: prodotta dalla casa torinese tra il 1937 e il 1949, fu capace di ridonare al marchio il prestigio internazionale ottenuto con la Lambda, che si fece notare per l’eleganza e per il comfort ma soprattutto per l’aerodinamica essendo la prima automobile ad essere stata concepita nella Galleria del Vento.

 

 

beta montecarlo

Lancia Beta Montecarlo: un piccolo gioiello, una sportiva 2 posti con motore centrale dalle spiccate doti da corsa, nata tra la collaborazione tra la Fiat, Abarth e Pininfarina. Fu commercializzata negli Stati Uniti con il nome di Scorpion a causa della presenza nel mercato americano di un modello Chrysler chiamato appunto Montecarlo. La Montecarlo Uscì di listino nel 1982 dopo che fu lanciata nel 1975.

 

stratosLancia Stratos: un nome che è già leggenda. Presentata al salone dell’automobile di Torino del 1970, si tratta di un’auto nata dalla carrozzeria Bertone, e si tratta della prima macchina di serie progetta esclusivamente per i rally. La particolarità di questo modello risiede inoltre nel fatto che sia il motore che la trasmissione erano di derivazione Ferrari Dino 246, i quali insieme ad un telaio monoscocca centrale totalmente in acciaio, resero la Stratos un oggetto stradale di una competitività assoluta. Nelle stagioni ’74,’75 e ’76 si laureò quindi Campione del Mondo Rally. 

 

037

Lancia 037: una di quelle Lancia che riprese il cammino intrapreso dalle sue “antenate” Fulvia e Stratos, cioè il dominio nel campionato mondiale rally vincendo nell’edizione 1983, sconfiggendo la più temibile avversaria cioè l’Audi Quattro a trazione integrale. Questa vettura derivava dal telaio della Montecarlo, e fu l’ultima auto a trazione posteriore a laurearsi campione nel rally.

 

 

thema 8.32Lancia Thema 8.32: presentata nel 1986, aveva la sigla 8 ad indicare i cilindri e 32 le valvole di un motore di derivazione Ferrari (308 e Mondial) capace di erogare 215 cv rendendo quest’auto la più potente vettura a trazione anteriore del Mondo.  La 8.32 aveva interni sfarzosi per l’epoca, rivestiti interamente di radica, selleria in poltrona pelle Frau o Alcantara.Con soluzioni tecniche di primissimo livello come l’alettone a scomparsa nel baule.

037

Lancia Delta Integrale: un’auto che non ha bisogno di presentazioni, l’assoluta regina dei rally, con 6 campionati vinti consecutivamente, impresa mai riuscita a nessun’altra vettura in questo settore. La necessità di realizzare una Delta “da corsa” più competitiva impose alla Lancia di modificare il modello di derivazione, potenziando i propulsori, allargando sensibilmente le carreggiate e facendo esordire le quattro ruote motrici. Il pedigree di quest’auto è noto a tutti, ed tutt’oggi un oggetto di culto per ogni appassionato di motori.

Un altro modello sicuramente degno di attenzione, portato alla ribalta sul grande schermo da Dino Risi, con Vittorio Gassman è l’Aurelia B24 spider, una vettura che ha fatto sognare gli italiani negli anni del boom economico e che ha contribuito a quella rivalità tipica degli anni ’60 e ‘7o tra “Alfisti” e “Lancisti”.

La Lancia e la crisi attuale

Oggi il marchio Lancia vive uno dei suoi momenti più brutti, dopo l’accorpamento con la Chrysler che ha snaturato tutte le caratteristiche che hanno segnato la casa torinese nel corso degli ultimi cent’anni, diventando la “cenerentola” del gruppo Fiat, al livello di essere quasi bistrattata e sentita come una zavorra da disfare al più presto, collocandola in un mercato di nicchia e prettamente rivolto al pubblico femminile. Soltanto vent’anni fa Lancia si batteva sul mercato al pari di concorrenti straniere come Bmw e Mercedes, occupando quella fetta di mercato che oggi appartiene ad Audi, anche grazie alla caratteristica vincente di adottare il sistema di trazione integrale alle auto di serie, cosa che appunto fa attualmente Audi; ma strategie di mercato Fiat fallimentari e grossolani errori di marketing  hanno condannato uno dei più prestigiosi e gloriosi marchi italiani all’oblio.



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