Sabato, 25 febbraio 2017 - ORE:19:05

Tragedia in Superbike a Phillip Island, muore Oscar Mcintyre


A pochi Mesi di distanza dal tragico incidente che ha causato la morte del pilota Honda della MotoGP Marco Simoncelli, che ha scatenò un enorme onda emotiva oltre ad un mare di polemiche sulla sicurezza e sulla troppa “invasione” dell’eletronica nella guida di questi mezzi, oggi sul circuito di Phillip Island è avvenuto un altro incidente mortale che ha molte ( per alcuni troppe ) analogie con l’incidente del “Sic”.

Il giovane pilota di Superstock Oscar Mcintyre, Australiano d’appena 17 anni, ha perso il controllo della sua R6 600 tra la seconda e la terza curva del circuito, venendo investito dai piloti Luke Burgess e Michael Lockhart che lo precedevano. I due non hanno potuto evitare l’impatto con Macintyre e sono rimasti coinvolti nell’incidente, tuttavia senza gravi conseguenze .

L’accaduto ha convinto i responsabili ad annulare la Superpole della Superbike e a mandare un comunicato di condoglianze alla famiglia del pilota. La gara, tuttavia, dovrebbe svolgersi come da programma, anche se ancora nessuno si è espresso a riguardo. Le analogie con l’incidente di Simoncelli sono tante a cominciare dal modo con il quale il giovane Australiano Sarebbe caduto ovvero una perdita di controllo del mezzo che, invece di portare ad una caduta “lineare”, ha portato moto e pilota a compiere una traiettoria verso l’interno della curva dove sopraggiungevano gli altri piloti ormai non più in grado di evitare l’impatto .

Negli ultimi anni non si erano più verificati incidenti mortali in Superbike e in MotoGP sin dal tragico incidente di Daijiro Kato a Suzuka, nel 2003. Poi nel 2010 il periodo di “tranquillità” fù bruscamente interrotto da quanto avvenne sul circuito di San Marino dove lo sfortunatissimo pilota Tomizawa venne anche lui travolto da due piloti che gli sopraggiungevano, anche se con modalità molto diverse da quelle di Mcintyre e del “Sic” .

Poi la tragedia di Simoncelli appunto, il 23 ottobre 2011 in Malesia, ha dato un definitivo scossone alla questione sicurezza che, purtroppo come al solito, esige il suo tributo in giovani e promettenti campioni del motociclismo. A dirla tutta molto è stato fatto in tema di sicurezza dai tempi di Kato, dalle vie di fuga ai cordoli migliorati, dall’asfalto drenante in caso di pioggia alla gestione elettronica della frenata e altro ancora. Ma tutto ciò non sembra essere bastato a scongiurare la tragedia del giovane Oscar Mcintyre e le tragedie di chi purtroppo l’ha preceduto in questi anni, anni nei quali forse ci si è dimenticati che, nonostante tutto, questi ragazzi viaggiano su dei bolidi con 2 ruote molto oltre i 200 km/h e che l’errore può ancora costare caro, troppo caro.



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