Sabato, 29 luglio 2017 - ORE:13:40

Max Biaggi e Sebastien Loeb: Vecchi ma pur sempre Validi


Due grandissimi ancora campioni del mondo: Max Biaggi e Sebastien Loeb (rispettivamente di 41 e 39 anni di età). Il “Cannibale di Francia” ha conquistato il suo 9° titolo mondiale, assieme al fedele copilota Elena e alla sua Fedelissima e sempre costante Citroén DS3, nel campionato WRC, mentre il mitico Max si è riconfermato campione del mondo Superbike per la seconda volta, la prima fu nel 2010, con la sempre più sua Aprilia SV4.

Entrambi hanno dato una sonora lezione a grandi talenti con la metà dei loro anni e il doppio delle loro ambizioni, dimostrando che il talento non si perde nel tempo, almeno non a quest’età. Nel WRC Sebastien Loeb entra ancora di più nella storia del mondiale rally.

Il pilota francese, infatti, ha conquistato il suo nono titolo mondiale consecutivo vincendo la tappa di casa, quella francese – undicesima delle tredici gare del campionato iridato WRC – in Alsazia. A due gare dalla conclusione (mancano ancora i rally di Italia in Sardegna dal 18 al 21 ottobre e poi il rally di Spagna), Loeb ha 244 punti, 71 in più del finlandese Mikko Hirvonen che ieri in Francia si è piazzato solo al terzo posto.

Nella tappa transalpina, a casa sua in Alsazia, Loeb non ha pensato minimamente a gestire la corsa, ha solo spinto sul gas come il più irruento dei ragazzini, ma con l’esperienza giusta per non commettere errori; il ché lo qualifica come uno dei rallisti migliori di tutti i tempi, se non il migliore in assoluto. Certo il paragone con i Vari McRae, Toivonen, Alen e così vià potrà sembrare esagerato per alcuni, ma c’è da ricordarsi che mai un campione era stato così costante avendo sbagliato così poco pur rimanendo sempre al Top. E nonostante la forte concorrenza dei grandissimi e più giovani piloti del mondiale come Latvala, Hirvonen, Loeb, Sordo e altri.

Parlando di Biaggi poi viene quasi da commuoversi: Dopo il ritiro dalla MotoGp in molti lo avevano dato per spacciato, pronto al ritiro. Invece “il corsaro” è “risorto” in Superbike, trovando nuove motivazioni e bastonando la più o meno giovane concorrenza. Il tutto non senza difficoltà e cadute certo, ma un vero pilota si vede dalla sua capacità di recupero e Max si è dimostrato all’altezza di questa sfida. Un mondiale, questo, incredibile che ha regalato emozioni fino alla fine. Il romano ha dovuto sudare le famose sette camicie per portarsi a casa il suo sesto titolo.

Il Corsaro ha vinto per mezzo punto contro un Tom Skyes che non ha sbagliato nulla. L’altro “vecchio italiano” Melandri ha avuto meno fortuna invece: ha cercato fino all’ultimo di difendere le sue chance iridate, cogliendo un secondo posto in gara uno; però è incappato in una chiazza di umido che lo ha tradito facendolo volare in aria. L’impressione è che Marco abbia fatto crescere molto la BMW, ma abbia esagerato proprio nel momento cruciale.

Per due Grandi che riescono c’è un grande che si arrende, Sua Ex- Altezza spodestato dal trono Michael Schumacher che dirà addio definitivamente alle corse in F1 alla fine di questa, poco produttiva a dire la verità, stagione con la Mercedes. Per il tedesco è venuto il momento di chiudere, dato il pessimo periodo dal suo rientro. Peccato, rimarranno comunque i  7 grandi titoli .
Tutto dimostra che l’età non conta, o quasi.



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