Sabato, 27 maggio 2017 - ORE:04:19

Le 5 peggiori auto italiane di sempre

alfa romeo arna

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Non tutte le ciambelle riescono col buco verrebbe da dire, anche se qui parliamo di motori e precisamente di auto italiane, di quelle vetture che purtroppo non sono riuscite a portare lustro al Bel Paese ma che anzi ne hanno peggiorato l’immagine. Nel calderone delle auto italiane peggiori di sempre ci sono finite quelle che pur avendo una linea graziosa hanno riscontrato enormi guai tecnici, oppure ci sono quelle che nonostante l’efficienza possono considerarsi a tutti gli effetti un pugno in un occhio per l’estetica e addirittura ci sono quelle che abbinano una scarsa qualità tecnica ad una linea del tutto imbarazzante.

Andiamo a scoprire le nostre 5 scelte:

tumblr_m5m512MPoK1rn0mluo1_1280Alfa Romeo Arna:acronimo di Alfa Romeo Nissan Auto, è il frutto di un accordo tra la casa italiana in crisi economica e quella giapponese per la produzione di una berlina media compatta che andasse a sostituire la vecchia Alfa Sud. Il progetto Arna entra in  produzione nel 1983 e fin da subito si intuiscono i difetti, in quanto la scocca della Nissan Pulsar, dalla quale nasce questo modello, devono essere modificate per accogliere la meccanica della vecchia Sud. L’estetica dell’Arna incarnava perfettamente i dettami stilistici delle vetture orientali, che non avevano ancora spopolato in Europa, e questa cosa fece storcere il naso specialmente ai puristi del marchio che da sempre hanno visto uscire dalle fabbriche di Arese bellissime macchine. I guai non erano finiti in quanto l’impianto elettrico dava sempre qualche noia, etichettando infine questa media berlina come inaffidabile. L’Arna è stata vittima nel tempo di una sagace satira indotta anche dal poco fortunato spot pubblicitario in cui si diceva:”Arna e sei subito Alfista”, anche se adesso sta vivendo una fase di rivalutazione, esistono infatti molti club per i possessori di Arna, i quali garantiscono la bontà del modello.
Fiat-DunaFiat Duna: la Duna è entrata nell’immaginario collettivo come sinonimo di auto brutta per eccellenza, anche se molti nel tempo ne hanno apprezzato l’efficienza e infatti molti possessori possono vantarsi di aver raggiunto con la propria Fiat la cifra di 500.000 km e ultimamente è stata aggiunta nella lista provvisoria dell’Aci per quanto riguarda le auto classiche meritevoli di tutela. La Duna è la versione a 3 volumi della Fiat Uno e veniva commercializzate agli inizi in Brasile e in Argentina prima dell’esportazione in Europa. Gli strumenti e i motori erano pressoché gli stessi che venivano montati nella fortunata utilitaria Uno, ma questa non ebbe un grosso successo di mercato perché il pubblico si orientò più verso modelli più riforniti e pratici (guardando in casa Fiat la stessa Regata) ma soprattutto l’estetica fu il vero tallone d’Achille di questa vettura.

1981-maserati-biturbo_1Maserati Biturbo: anche una casa famosa e prestigiosa come quella del tridente ha prodotto un modello che può essere considerato un autentico fiasco, non tanto per i volumi di vendita o per l’estetica quanto per l’inaffidabilità. Sono moltissime infatti le testimonianze di chi parla di quest’auto come un vero disastro, in quanto molto spesso andava incontro a fenomeni di autocombustione, e questa è una delle fini maggiori delle Maserati Biturbo. Nasce nel 1982 in una situazione economica  drammatica dopo l’acquisizione dell’industria Maserati da parte di Alejandro de Tomaso che l’aveva a sua volta rilevata dalla Citroen, e questo modello doveva rappresentarne il rilancio. L’idea iniziale era quella di vendere 5.000 unità all’anno cosa mai raggiunta nonostante un prezzo abbordabile per una vettura di questo rango (25 milioni di lire circa) e dall’estetica decisamente gradevole, ma come già detto l’inaffidabilità ha nuociuto nel tempo a questa versione e soprattutto alla Maserati che è rinata solo nell’ultimo decennio.

1999-2001_Fiat_Multipla_01Fiat Multipla: la Fiat  fa uscire nel 1998 questa monovolume del tutto innovativa e pratica per sei persone. Totalmente rivoluzionaria è la disposizione dei passeggeri: 6 posti in 2 file da 3 persone compresa la fila anteriore dove siede anche il guidatore. L’abitacolo è comodo e grande e così lo è anche il bagagliaio, simile a quello di una station wagon, il tutto in meno di 4 metri. La cosa però che non funziona in questa macchina è la linea: il frontale simile a quello di un delfino non ha fatto breccia nel cuore dei puristi della linea, anche se la Multipla la possiamo ammirare al museo d’arte moderna di New York come esempio delle nuove tendenze per le linee automobilistiche (Different Roads). Proprio per questo design però la Multipla è famosa in  tutto il Mondo, quindi per lei vale il detto:“non è importante sentir parlar male, ma l’importante è che se ne parli”.

lancia-delta-hf-hpe-06Lancia Delta II: nel 1993 esce la seconda serie della compatta più famosa di casa Lancia, la Delta. L’eredità lasciata dal modello precedente è di quelle pesanti, perché la Delta prima serie è l’auto più vincente nella storia dei rally, amata da moltissimi appassionati e mandata in pensione a malincuore. Questa nuova Delta da subito non conquista perché la linea risulta piuttosto anonima, anche se ispirata alla berlina media Dedra, che ebbe un buon successo. Sviluppata sul pianale della Tipo di cui riprendeva anche la strumentazione, ben presto si vide superare dalla concorrenza (anche interna) dei nuovi modelli sul mercato, come Alfa 145 e Fiat Bravo e Brava. Il successo commerciale fu inferiore alle attese, e si può considerare una delle peggiori auto italiane perché il declino Lancia e il ridimensionamento ordito dalla casa madre Fiat si è cominciato a sentire proprio con questo modello.



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