Martedi, 21 novembre 2017 - ORE:23:47

L’evoluzione delle supercar dagli anni ’60 ad oggi

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Supercar: Auto che sono opere d’arte

Auto da sogno le “supercar”, quelle che non sono dei semplici pezzi di ferro che ti portano dal punto A al punto B, ma sono quelle oggetto di culto, quelle che riempiono le pagine delle copertine delle riviste, quelle che i loro poster vengono appesi sulle pareti delle camerette dei ragazzini, quelle di cui gli appassionati di collezionismo comprano il modellino, ma soprattutto sono quelle vetture che non incroci spesso per la strada, ma quando lo fai ti giri nella loro direzione per poterle ammirare, come per vedere un’opera d’arte. Ma queste automobili veloci e costosissime sono arrivate ai giorni nostri seguendo una strada che le ha viste evolversi mano a mano, vediamo  quindi quali sono le tappe principali, cominciando dal decennio degli hippie:

ferrari daytonaAnni ’60: proprio in questo periodo abbiamo una rivoluzione per quanto riguarda la costruzione di una supercar, si viene a creare un bivio, due correnti di pensiero: la tradizione rappresentata dalla Ferrari 365 Gtb/4 o semplicemente Daytona, e la novità espressa dalla Lamborghini Miura. Fino a quel momento le auto più sportive seguivano l’impostazione tecnica che Ferrari aveva scelto per la sua Daytona, prodotta dal 1968 al 1974, cioè il motore in posizione anteriore longitudinale, mentre il cambio a cinque marce e la trazione erano posizionate sul retrotreno. Sotto il cofano c’era un V12 da 362 cv, che faceva raggiungere a questa belva del cavallino i 280 km/h.

lamborghini miuraLa vera antagonista della Ferrari Daytona era la Lamborghini Miura, che rappresentava la novità sul mercato. Era da considerare una rivale per il cavallino perché anche questa montava un motore V12 da 370 cv e raggiungeva i 280 km/h, ma la sua impostazione era nuova e differente dalle altre supercar sul mercato. Marcello Gandini della Bertone aveva disegnato questo capolavoro a due posti per Lamborghini, che aveva adottato per la Miura il motore in posizione centrale montato trasversalmente tra l’abitacolo e l’assale posteriore, come facevano le auto da corsa dell’epoca, e raramente quelle di serie. Era il 1966 quando la Miura esordì nel mercato, due anni prima della Daytona e sicuramente determina uno spartiacque tra la vecchia generazione e la nuova generazione di supercar, infatti dopo questa si aprirà il nuovo corso di vetture sportive a motore centrale e non più anteriore. Anche Ferrari dopo la 365 Gtb, che comunque ha fatto la storia del cavallino, comincerà a sfornare vetture con questa nuova formula.

Ferrari 365 BB (3)Anni ’70: Durante la crisi petrolifera degli anni ’70 le case produttrici di supercar non poterono liberare appieno la loro fantasia, e non ci furono significative rivoluzioni dopo la già citata Miura che uscì di produzione nel 1974. In questi anni infatti la Ferrari aveva lanciato la BB, la nuova super sportiva dal motore centrale, che interruppe la tradizione di Maranello che voleva il motore sull’anteriore come Enzo stesso aveva pronunciato con un aforisma:”mai mettere il carro davanti ai buoi”. L’unica industria che rimase fedele alle proprie idee iniziali fu Porsche che continuò a produrre la 911 con motore sul posteriore, mentre tutte le altre cambiarono a partire da Maserati con la Bora, De Tomaso con la Mangusta prima e la Pantera poi, BMW con la M1, seguirono le orme tracciate da Lamborghini autentica pioniera nel campo del motore ad impostazione centrale. Proprio la casa di Sant’Agata Bolognese nel 1974 lanciò un altro modello significativo per la storia delle supercar, la Countach.

1988-Lamborghini-Countach-5000QV-rear-left-side-viewLa soglia dei 300 km/h: Con l’uscita della Lamborghini Countach si comincia una nuova fase per le auto super sportive, adesso non basta più avere il motore V12 sotto al cofano, per primeggiare bisogna avere un look appariscente, quasi eccessivo, lusso nell’abitacolo e soprattutto correre più veloce degli altri. Questa “Lambo” rispecchia ciò che era richiesto dal mercato, a partire dal nome tutt’altro che banale. Countach infatti è una parola del dialetto piemontese che simula in tutto e per tutto un’esclamazione di stupore, come quella che avrebbe fatto il tecnico delle Bertone appena ne fu svelato il prototipo. Lo stupore colpì subito anche gli appassionati, Lamborghini era riuscita a fare una macchina capace di farsi notare, infatti lo stile era decisamente appariscente e aggressivo dalla linea a cuneo, dalla scocca molto larga e bassa (alta appena 1 metro da terra) e dalle particolare portiere che si aprivano ruotando verso l’alto. La prima versione quella denominata LP400 (1973-1977) montava un motore da 385 cv e fu l’unica a superare la soglia dei 300 km/h, che era per quegli anni il nuovo traguardo da raggiungere. La Countach conta altre evoluzioni la LP 400S (1978-1982) LP500S (1982-1985) e la 5000 Quattrovalvole (1985-1988) che ogni volta vedeva aumentare i centimetri cubici della cilindrata del proprio motore anche perché nel 1984 uscì la vera rivale di questa due posti.

Ferrari TestarossaAnche Ferrari aveva bisogno di un modello che fosse perfetto per affrontare il decennio degli anni ’80, la supercar sgargiante che superasse la fatidica cifra dei 300 km/h, così nel 1984 uscì la 512, la famosissima Testarossa. La linea era quasi sfacciata, caratterizzata da una coda allargata con fanaleria rettangolare, e dalle profonde griglie orizzontali lungo le fiancate. Gli interni abbinavano la sportività Ferrari ad una grande opulenza e lusso. Quest’auto diventa ben presto il simbolo del decennio di plastica, la Ferrari che entra negli schermi della Tv grazie alla serie “Miami Vice”, ma oltre ai consensi popolari questa raggiunse gli obiettivi prefissati dal principio. La prima serie di Testarossa da 390 cv non riuscì a raggiungere i 300 km/h, si fermava “solo” a 290 km/h, ma le evoluzioni come la 512 TR e la 512 M superarono questa soglia, raggiungendo i 315 km/h. Sia Countach e Testarossa sono fondamentali nel percorso evolutivo delle supercar perché oltre ad indirizzare lo stile delle sportive della loro epoca, queste hanno cercato di raggiungere una velocità che un tempo era considerata quasi utopica.

Porsche 959Porsche 959 – Ferrari F40: il 1986 è senz’altro un anno da ricordare perché nasce in questa data la Porsche 959 che cambierà la storia delle supercar, influenzando le future generazioni di auto sportive con la S maiuscola. Ma perché è così importante? fino a quel momento le sportive erano piuttosto semplici a livello tecnologico, le varie Countach e Testarossa non erano infarcite di elettronica, mentre con questa tedesca le cose cambiano, nasce una nuova corrente di pensiero. In questa Porsche lo sviluppo aerodinamico è sempre più presente, ma come anticipato è l’accrescimento tecnologico che sarà rivoluzionario, ma non si parla di climatizzatore automatico e sedili riscaldabili, ma dell’introduzione dell’elettronica per le soluzioni tecniche del mezzo come per esempio le sospensioni regolabili attraverso un pulsante, o come un sofisticato sistema di trazione integrale, tramite il quale era possibile suddividere la potenza tra le ruote anteriori e quelle posteriori in base alla tenuta di strada, al tipo di curva o in base alla forza centrifuga. Le novità non si fermavano qui, c’era un sensore di pressione degli pneumatici e i cerchi in magnesio con raggi cavi, qualcosa di fantascientifico fino a quel momento. Nel 1986 ci volevano circa 300.000.000 di lire per portarsela casa, ma ne servivano il doppio alla Porsche per produrla e renderla così avanzata, e con il suo motore 2.9 litri V6 da 444 cv ottenne il primato di auto più veloce del Mondo toccando i 317 km/h. Ma questo primato durò ben poco, infatti fu superato già un anno dopo, nel 1987.

ferrari

Ferrari decise di intraprendere un altro percorso per riconquistare lo scettro di auto più veloce del Mondo. Nel 1987 infatti esce la F40 che a differenza della rivale 959 non era colma di elettronica, affatto, ma era il trionfo della leggerezza e della semplicità. Infatti non c’erano sofisticati sistemi di controllo, ma il lavoro intrapreso dagli ingegneri di Maranello era quello di creare una vettura super leggera, quasi spartana (non vi erano i tappetini e vi erano delle cinghie al posto delle maniglie interne, finestrini con manovella), e che avesse un’anima al posto del motore. Per renderla così leggera, pesava solo 1.235 kg, la carrozzeria fu fatta integralmente in fibra di carbonio, ed è la prima a farlo, perché questa soluzione era usata solo per le vetture di formula uno. Il risultato fu straordinario, il V8 turbo da 478 Cv combinato con il peso garantiva un rapporto peso-potenza di 2,58 kg/CV, tanto che molti alla guida della F40 provavano delle sensazioni di guida paragonabili a quelle di un go kart. La velocità massima dichiarata è di 326 km/h, quindi la più veloce al Mondo, proprio come voleva Enzo Ferrari, e molti sostengono anche che questa sia la supercar migliore di ogni epoca.

Ferrari F40 fLe due strade delineate da Porsche e Ferrari influenzano tutt’ora le scelte delle industrie produttrici di supercar, perché infatti dopo la 959 vediamo gradualmente crescere nelle sportive l’esigenza di avere dispositivi elettronici che siano in grado di migliorare le performance della vettura in ogni condizione e che aiutino il pilota alla guida, di modo che anche chi non sia un pilota di professione possa controllare il mezzo senza particolari affanni. La scelta intrapresa da Ferrari, da considerarsi un po’ estrema, è stata riproposta soprattutto negli ultimi anni, quando alcune case hanno proposto la versione alleggerita e potenziata della propria vettura di serie (Lamborghini Gallardo Superleggera, Ferrari F430 scuderia e tante altre).

McLaren-MP4-12C-0609-1Oggi: nel corso degli ultimi venti anni ci sono stati alcuni cambiamenti nel mondo delle supercar, ma molti non vanno presi come delle vere e proprie rivoluzioni, infatti sono andati in pensione i fari a scomparsa (che avevano caratterizzato questi modelli soprattutto negli anni ’80) sia per i benefici aerodinamici ottenuti dalla loro assenza sia per motivi di sicurezza nei confronti dei pedoni. Gradualmente i motori turbo sono stati sostituiti da sofisticati motori aspirati ( McLaren F1) e i telai hanno visto sempre di più l’utilizzo della fibra di carbonio. Il cambio manuale tradizionale ha lasciato spazio ad un cambio automatico-manuale sportivo con paddle posizionati dietro al volante, come nelle vetture da formula uno, e il volante stesso è divenuto multifunzionale. Ci sono molti modelli oggi che interpretano nel migliore dei modi la nuova filosofia di supercar, una è sicuramente la McLaren Mp4-12C che utilizza la tecnologie e materiali derivati dalle competizioni sportive, a partire dal telaio “monocella” in fibra di carbonio per arrivare ai numerosi pezzi in alluminio o magnesio. Questa vettura è il frutto di un duro studio in laboratorio, di sperimentazioni per renderla più performante possibile, infatti questo bolide britannico raggiunge i 330 km/h.

Ferrari F12 BerlinettaMa attualmente il vero concetto di supercar è espresso dal cavallino, la Ferrari F12berlinetta. Per molto tempo si pensava che le case produttrici rinunciassero al motore V12, ritenuto quasi come un dinosauro appartenente ad un’altra epoca e destinato ad estinguersi anche per rispettare i parametri sull’inquinamento, ma da Maranello nel 2012 è arrivata questa soave sorpresa. Questa berlinetta riprende lo schema classico dal motore anteriore e trazione posteriore, ovviamente monta un propulsore da 12 cilindri a combustione interna, da 740 cv.  E’ la Ferrari da strada più potente e performante di sempre, infatti la sua velocità massima è superiore ai 340 km/h e la sua accelerazione da 0-100 km/h è di 3 secondi. Ma per essere l’icona delle nuove super sportive non bastano questi requisiti, bisogna aggiungere una bella dote di tecnologia che in questa macchina non manca. Questa Ferrari è il frutto di oltre 250 ore di test nella Galleria del Vento, gli ingegneri del cavallino oltre a badare ai flussi esterni si sono concentrati sulla fluidodinamica interna. Questo modello risulta essere il migliore per quanto riguarda l’efficienza aerodinamica: l’Aero Bridge sfrutta il cofano motore nella creazione del carico verticale, Lo Spoiler Soffiato, invece, utilizza nel migliore dei modi i flussi in prossimità del corpo vettura posteriore alterando il campo di pressione nel passaruota, a vantaggio dell’efficienza complessiva. Tutti comandi principali li ritroviamo all’interno del volante multifunzione, e fondamentali sono i due display con i quali è possibili vedere e controllare lo stato della vettura e le prestazioni che si possono raggiungere, il tutto in un abitacolo a misura d’uomo, lussuoso ed ergonomico.

La nuova strada introdotta da queste sportive vede prevalere l’elettronica, il computer l’artigianato e la semplicità, quindi i detrattori dicono che rispetto ad una volta queste auto hanno perso l’anima e risultano più fredde e simili ai computer che le sviluppano piuttosto che alla vera emozione e alle sensazioni di guida delle vecchie supercar. Dall’altra parte il livello tecnologico raggiunto ha stabilito dei nuovi record e traguardi che un tempo erano sicuramente impensabili, e ha garantito la possibilità di poter guidare queste auto in ogni frangente e condizione della vita quotidiana e soprattutto da qualsiasi persona, anche da un non pilota professionista, aprendo nuove frontiere per i fortunati che possono permettersi questi oggetti da sogno.



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