Sabato, 27 maggio 2017 - ORE:04:23

Il Design delle Auto: mancanza di fantasia?

design delle auto

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L’innovazione nel design delle auto è tutt’altro che semplice

Disegnare un’automobile del tutto innovativa oggi giorno deve essere difficile, per questo motivo molti costruttori hanno (probabilmente) deciso di mettere da parte la creatività e l’originalità per dare vita a modelli che si assomigliano l’uno con l’altro. In questo momento storico è difficile trovare differenze abissali tra vetture di differenti case automobilistiche ma che al tempo stesso sono appartenenti allo stesso segmento di mercato, uno degli ultimi casi, fra i più eclatanti, è proprio quello della nuova Renault Twingo, che prende ispirazione per le forme dalla Fiat 500 uscita già sette anni prima.

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lapo elkann City Car: dov’è l’orginalità? – Il settore delle city car cool è quello in cui si trovano maggiormente questi casi di “plagio” ( termine usato con le dovute cautele). Come si vede dalla foto postata sopra è proprio lampante la somiglianza tra la nuova francese e la piccola torinese, non solo nella geometria delle forme, che ricordano tanto quella di un ovetto, ma anche per quanto riguarda la lunghezza e la larghezza del corpo vettura, per non parlare dei gruppi ottici anteriori di forma circolare, e quelli posteriori molto simili a quelli della 500. Visto il successo della piccola Fiat in tutto il mondo i francesi avranno ben pensato di competere utilizzando le stesse armi. Strano che da Torino non venga esposto un reclamo, come fecero invece i francesi quando nel 2003 la Fiat propose la nuova Panda che in realtà avrebbe dovuto chiamarsi Gingo, nome troppo simile a quello della loro creatura, la Twingo. Reclamo accolto e la Gingo riprese la denominazione della celebre utilitaria Panda. Anche se qualcuno all’interno della famiglia Torinese ha alzato la voce con un tweet e parliamo di Lapo Elkann, che ha commentato così il design della Renault:”what do you think about the french copying Fiat 500??!! Renault stop the cheating and be original!“.

Se vogliamo individuare un altro caso in cui si possono riscontrare diverse somiglianze, sempre fra city car, non si può non pensare alla Opel Adam che prende ispirazione da due modelli di parecchio successo in Italia e non,  l’Audi A1 e (ancora) la Fiat 500. Come già detto è vero che fare concorrenza a modelli così importanti è difficile, e prendere ispirazione anche dagli altri è lecito, però fare il così detto “copia e incolla” supera il limite del buon gusto.

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Alla Opel avranno pensato di poter prendere i punti forti dell’italiana e dell’Audi per dar vita alla city car più cool nel panorama motoristico, anche se guardando i risultati del mercato non si può affatto parlare di missione compiuta. Le somiglianze maggiori si riscontrano soprattutto osservando la Adam di profilo, in cui si vede come la parte posteriore sia chiaramente più simile a quella della Fiat, la parte centrale e il tettino invece sono d’ispirazione Audi come si può notare dalle cromature presenti in entrambi i modelli, mentre il frontale ha degli elementi in comune sia con la tedesca di Ingolstadt sia con la torinese. Basterà un testimonial come Valentino Rossi per risollevare le sorti della Adam, o la mancanza di originalità la condannerà all’insuccesso?

Medie-Compatte – un paragone più azzardato: puntare il dito e criticare la nuova Peugeot 308 è forse una cosa sbagliata, dato che la nuova compatta francese è un’automobile di assoluto pregio, un bel salto di qualità rispetto al modello precedente, come dimostra il premio ricevuto come Auto dell’anno 2014. Se proprio vogliamo essere pignoli e mal pensanti, osservando esclusivamente il design non si possono notare qua e là delle somiglianze con altre concorrenti come l’Audi A3 e la Volkswagen Golf. E’ vero che le due tedesche sono le principali auto da fronteggiare, e come critica alla francese possiamo attribuirle che abbia scelto la via dell’omologazione dello stile con le altre piuttosto che provare a distinguersi maggiormente con un design più originale. In questo caso però la scelta della Peugeot sta venendo ripagata con il successo nelle vendite.

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Il Family feeling: un altro problema degli ultimi anni è proprio quello del family feeling, ovvero quella somiglianza fra auto dello stesso marchio, specie nel frontale. In Italia abbiamo avuto diversi esempi abbastanza recenti, basti pensare ai frontali identici della Lancia Ypsilon e della Lancia Musa, oppure i tre frontali uguali che sfoggiavano le Alfa Romeo 159, Alfa Romeo Brera e Alfa Romeo Spider. Questi non sono gli unici esempi che si possono trovare in giro, anche Audi fa del family feeling un must, che rappresenta proprio il dettame stilistico di tutta la gamma per la sua generazione. Questa tecnica viene adoperata anche per far risparmiare i costi ai costruttori che in questo modo possono lanciare sul mercato più modelli per riempire le caselle di ogni segmento.

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Stessa Automobile, ma marchio diverso: una delle sportive più recenti made in Japan è la Toyota Gt 86, interessante perché si tratta di una macchina grintosa, a trazione posteriore e dal prezzo non elevatissimo. Come ogni auto giapponese è molto affidabile e tecnologica. Ha una rivale in particolare che ha in tutto e per tutto le sue stesse caratteristiche, ed è anch’essa del Sol Levante. Si tratta della Subaru Brz che è la gemella della Toyota, l’unica cosa le distingue è il simbolo che montano sul cofano, quindi la scelta tra l’una e l’altra dipenderà dal tifo che uno ha, anche se l’accordo fra le due case stabilisce che per ogni Subaru venduta devono essere vendute 10 Toyota.

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Le joint venture sono importanti perché stabiliscono un legame commerciale e tecnologico fra diverse case, che si arricchiscono sul piano pratico e tecnico. Uno dei più importanti casi che abbiamo visto nel corso di questo decennio è quello intrapreso tra Citroen, Peugeot e Toyota che si sono accordate per sviluppare un’utilitaria perfetta per l’uso cittadino, così sono nate le tre gemelle: Citroen C1, Pegueot 107 e Toyota Aygo. Ultimamente sono uscite le nuove versioni che hanno in comune il pianale, i motori, la trasmissione oltre alla parte elettrica. La Peugeot ha cambiato denominazione e passa da 107 a 108.

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In conclusione il mercato automobilistico oggi richiede una certa omologazione nello stile per far risultare un’auto vincente, le linee guida dei modelli traino tracciano la strada da seguire e tutte le case cercano di seguire l’esempio dei più forti. Chi prova a creare qualcosa di più azzardato e innovativo rischia di fare un buco nell’acqua e di fallire, perciò è ipotizzabile sostenere che oggi questa mancanza di coraggio nel design sia da ritrovare soprattutto nei costi di sviluppo che vengono sostenuti per la realizzazione di un singolo modello, perché qualora l’uscita di un singolo nuovo modello si riveli un fallimento questo potrebbe costar caro a tutto il gruppo. Ai nostalgici dei tempi in cui ogni singola auto aveva la sua personalità e che si distingueva dal resto, bisogna purtroppo dire che la legge del mercato è questa e che non si può trovare rimedio alla nostalgia.



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